Chiesa di S. Michele Arcangelo Parrocchia di Pellio Intelvi Inferiore
Redatto in collaborazione con Angela Franchini.
La chiesa di S. Michele, di origine medievale, viene nominata in una carta del 1186. Poiché è dedicata al santo protettore dei Longobardi, e data anche la posizione strategica, non si può escludere la presenza di una primitiva cappella altomedievale che accompagnava la probabile fortezza.
Inizialmente ad una navata, nel 1500 ne fu aggiunta una seconda, mentre oggi ci appare a tre navate di cui quella di destra è limitata a sole due campate (rispetto alle tre della navata sinistra) per la presenza del campanile.
Nel 1610 la chiesa di S. Michele si stacca dalla Plebana di Castiglione costituendosi appunto in parrocchia.
Nel Settecento la chiesa viene arricchita con alcuni elementi.
- L’AFFRESCO DELLA VOLTA del presbiterio raffigurante S. Michele che abbatte Lucifero, di Carlo Scotti di Laino (restaurato recentemente nell’anno 2000).
- La bellissima PALA D’ALTARE della Presentazione al Tempio riferita a Carlo Innocenzo Carloni di Scaria.
- Il TABERNACOLO IN SASSO a sinistra del presbiterio.
- Le DUE NICCHIE per reliquiari.
- Il BEL PULPITO dello stuccatore Paolo Caprani di Laino.
- la STATUA ed il PALIOTTO in scagliola della cappella di sinistra, dedicata a Sant’ Antonio.
- l’ALTARE, la BALAUSTRA e la bellissima STATUA della Madonna della Candelora.
Troviamo il tema dell’Arcangelo che combatte il demonio anche nel dipinto che riprende la ben nota tela (1635) di Guido Reni, che si può ammirare a Roma nella chiesa di Santa Maria Immacolata Concezione dei Cappuccini di Roma.
Il dipinto è contenuto in uno stendardo ricamato che una volta veniva portato in processione. (Sull’altro lato è raffigurato il Santissimo Sacramento).
Di fine 1700 è l’ACQUASANTIERA a destra dell’ingresso.
Nel 1822 la chiesa subisce ampie modifiche in stile neoclassico:
- il portale in pietra (eseguito dai lapicidi di Pellio)
- l’altare maggiore (con statua di San Michele)
- i seggi presbiteriali
- la balaustra del presbiterio
- l’altare e la balaustra di S. Antonio.
L’attuale FACCIATA A DOPPIA CAPANNA è del 1935, eseguita su progetto del prof. Vidoletti, in blocchi di pietra squadrati, con lavorazione differenziata tra la parte centrale e le ali laterali.
Nel 1940 Luigi Cavallini e Leopoldo Carelli eseguono le pitture murali raffiguranti:
- l’Annunciazione, sulle due volte di destra;
- il Trionfo della Fede e Storie bibliche, sulla volta centrale;
- la Cena di Emmaus, a destra del presbiterio;
- la Pentecoste, sulla parete terminale di sinistra;
- l’Apparizione del Sacro Cuore a S. Margherita Alacoque, S. Antonio da Padova e Predica del Battista, nelle volte della navata di sinistra.
Sempre del secolo scorso sono:
- i 4 evangelisti sull’altare
- la vetrata con l’ultima cena (su disegno di Gaetano Corti di San Fedele).
Nel 1610, anno in cui questa chiesa diviene parrocchia, nasce anche il cittadino più illustre di Pellio Inferiore: ERCOLE FERRATA ( la cui casa natale è tuttora visibile in via Provinciale).
Il Ferrata, insigne scultore operante soprattutto a Roma (con Bernini ed Algardi) ha creato molte opere in Vaticano e in diverse chiese della Capitale. Egli lasciò una cospicua somma per l’istituzione nel suo paese natìo della prima farmacia e della prima condotta medica della Valle Intelvi e, con Simone Dario, alto dignitario pontificio (anch’egli originario di Pellio) si prodigò per la chiesa della Madonna del Fiume, meglio conosciuta come Madonna del Garello. Egli donò alla parrocchia 7 belle statuette in legno (di ulivo e di tiglio) di finissima lavorazione: una volta collocate dove ora c’è l’organo, sono visibili presso il Museo di Arte Sacra a Scaria.












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