Michele Arcangelo, Templari, Dante: tra Ceriale ed Albenga
Oggi sono ritornata in questa interessantissima chiesa le cui origini, sulla base delle murature rinvenute sotto l’attuale edificio, potrebbero risalire all’alto Medioevo. Situata sull’importante arteria viaria JULIA AUGUSTA, era frequentata da viaggiatori e pellegrini e anche per questo i TEMPLARI, i famosi monaci guerrieri, ebbero una mansio da queste parti.
I Templari si incaricavano, in particolar modo, dell’assistenza ai pellegrini. Ma che cosa lega questa chiesa a Michele Arcangelo (oltre al fatto che San Giorgio è un po’ il suo alter ego terreno)? San Michele compare nel magnifico affresco che occupa tutta la parete dell’abside.

Questa rappresentazione, eseguita da un ignoto artista nel 1446, predica attraverso le immagini il racconto del GIUDIZIO FINALE mettendo in scena una pagina del Vangelo di Matteo (25, 31-46). Sarebbe lungo descriverlo in dettaglio, perché gli spunti sono veramente tantissimi. Cito solo la rappresentazione dell’inferno con i vizi capitali e una SCENA DANTESCA: Dante, con l’inseparabile guida Virgilio, incontra il Conte Ugolino (Inferno XXIII 1-3, 13-14).

Torniamo all’Arcangelo Michele che si trova al centro, sotto il Cristo giudice: oltre alla spada regge una bilancia, quella della psicostasia: il piatto sinistro pende dalla parte dell’inferno a significare il peso dei peccati di chi si trova da quella parte. Il piatto destro è invece sollevato, ad indicare l’assenza di colpe dalla parte dei beati.

La psicostasia è uno degli “incarichi” che tradizionalmente sono assegnati all’Arcangelo Michele. Le dimensioni imponenti si giustificano anche per essere il patrono della città di Albenga ed il titolare della chiesa cattedrale. Per ragioni di sintesi non vado oltre ma sia la chiesa che l’affresco meritano una visita approfondita!





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